segesta

Parco archeologico di Segesta

Segesta, sul monte Barbaro, è uno dei centri indigeni tra i più importanti della Sicilia Occidentale, costituito da un popolo di natura peninsulare – gli Elimi – che, stando alla tradizione storica, proveniva da Troia (Tucidite, VI, 2). Questa città, ellenizzata nel suo complesso, ebbe un ruolo preponderante negli avvenimenti storici che la portarono a ripetute lotte con Selinunte che, sicuramente, tentava di conquistarsi uno sbocco nel Mar Tirreno.

Gli scontri tra i Segestani e i Selinuntini sono inquadrati generalmente tra il 580-576 a.C. ed intorno al 454 a.C. (Diodoro Siculo, V, 9; XI, 86). Nel conflitto tra le due città rimasero coinvolte, a favore di Segesta, anche Atene con la spedizione disastrosa del 415 a.C. (Tucidide, VI, 6; Diodoro, XII, 48) e Cartagine nel 409-408 a.C. (Diodoro, XIII, 43) con quei fatti che portarono alle distruzioni di Selinunte, Agrigento, Gela, Himera.

Segesta, nel 397 a.C., fu assediata da Dionisio I di Siracusa (Diodoro, XIV, 48) e , poi, nel 307 a.C., fu conquistata e distrutta da Agatocle di Siracusa che le impose il nome di Diceopoli (Città della Giustizia) (Diodoro, XX, 71); subito dopo, riprese il vecchio nome e si alleò prima con i Cartaginesi e poi, nel corso della I guerra punica, con i Romani (Diodoro, XIII, 5).

In virtù della leggendaria origine troiana, Roma concesse a Segesta lo stato di città libera ed immune (Cicerone, Verrine, III, 6, 13) e fu dotata di un vasto territorio. La città ebbe un ruolo importante nella rivolta degli schiavi del 104 a.C. (Diodoro, XXXIV, 5, 1).

Segesta, tra il sec.II a.C. ed il I a.C., ebbe un grande periodo di prosperità e fu riassettata sul modello delle città micrasiatiche; in essa è presente anche una fase tardo antica e bizantina, un villaggio musulmano con moschea, seguito da un insediamento normanno-svevo con castello sommitale ed una chiesa fondata nel 1442 sul terreno dalla già articolata stratigrafia, tutti nell’acropoli Nord.

Le abitazioni più antiche della città– fine del sec. VI a.C. – sono state individuate lungo i pendii del monte; l’impianto urbano, con varie trasformazioni e costruzioni realizzate nei secoli V a.C. – II d.C., nel quale sono pure visibili alcuni possibili percorsi viari, si estendeva, su due cime: acropoli Nord (edifici pubblici, agorà, teatro e, a quota più bassa, una casa) e Sud (abitazioni: “casa delle navi”) collegate da una sella e difese ad Est e a Sud da pareti naturali molto scoscese, mentre gli altri versanti erano muniti, in epoca classica, di una cintura muraria con porte monumentali e, in età primoimperiale, di una seconda, posta ad una quota superiore.

Al di fuori delle mura, nel 430 – 420 a.C., fu edificato il Tempio di tipo dorico-siceliota; fuori dalle mura è visibile il santuario in contrada Mango (secc. VI-V a.C.) ed una necropoli di età ellenistica nell’area prospiciente la “Porta di Valle”.

Ulteriori indagini archeologiche permetteranno di ampliare il quadro storico-culturale delineato allo stato attuale anche per i periodi più recenti.

Case Barbaro S.R. 22, c/da Barbaro – Segesta
91013 Calatafimi Segesta (TP)

T 0924 952356 _ F 0924 951747
M parco.archeo.segesta@regione.sicilia.it

Ora Solare (ultima domenica Ottobre – ultima domenica di Marzo):

Apertura Biglietteria – Ore 9.00;

Chiusura Biglietteria – Ore 16.00;

Chiusura Parco – Ore 17.00.

 

Ora Legale

(ultima domenica di Marzo – ultima domenica di Ottobre):

Apertura Biglietteria – Ore 9.00;

Chiusura Biglietteria – Ore 18.00;

Chiusura Parco – Ore 19.00.

 

Biglietto: intero € 6,00, ridotto € 3,00,

Fino a 18 anni esentati, da 18 a 24 anni ridotti

Condividiamo l’arte